romanzi ragazze facili quattro per

Colpa di quella stupida copertina acchiappacitrulle: tutta rosa e ricamata, come fai a non prenderlo in mano, dico io? Come, come?

E infatti lo prendi dallo scaffale e, se sei come me, t’immagini come minimo sia fatto apposta:  involucro lezioso e ridicolo a contenuto ovviamente antitetico e spaccagambe.

Poi leggi la prima riga e capisci che no, proprio no, antitetico un par de palle.

Indi per cui avvampi un pochino, (benché tu sia in una Mondadori in cui nessuno ti conosce -e già il fatto di essere in una libreria di un centro commerciale, mhmh- moriresti piuttosto che dare l’idea di essere una lettrice di Harmony o Kinselle varie), lo riponi velocemente e vai spedita verso la N della tua amatissima, e per fortuna assai prolifica, Némirovsky.

Poi però. Poi però finisce che quel libro, per cause indipendenti dalla tua volontà e che non staremo qui ad indagare, quel libro, dicevo, finisce per intrufolarsi in casa tua. Sulla tua scrivania. Sui tuoi scaffali. Sozzo libercolo per ragazzine giocatrici di Barbie. Messo sotto ad appunti, cartelline, liste della spesa, pentole, no pentole no, ma penne, borse, device Apple di varia natura, qualsiasi cosa insomma, pur di celarlo in qualche modo allo sguardo.

E resta così per tre mesi. Mesi in cui un pochino ti senti in colpa, perché è un regalo e sai, fortemente sai che dovresti deciderti a, e allora di quando in quando ci riprovi, riparti e ogni volta oddio oddio ma che orrore, ma come si fa, ma come si può e bon.

Fino a che. Fino a che un giorno sei annoiatissima e assai più mogia del solito: lo riprendi in mano, per l’ennesima volta, e ti costringi con le unghie e con i denti ad arrivare almeno a pagina 50, ad affogare definitivamente nella melassa.

E visto che, ripeto, mi piacciono i finali tristi ma solo per fiction, ovviamente vien fuori che è tutta un’altra cosa: una storia a suo modo nera e super avvincente, scritta in modo buffino e con un sacco di avanti e indietro che ti menano gentilmente per il naso. Morale, ti leggi quelle 370 pagine in molto meno di 24 ore.

Applausi. Applausi. Fine.

Ah, il libro si chiama La sonnambula e l’autrice Essie Fox.

[Per la pruriginosotà di alcune scene mi ha ricordato Il petalo cremisi e il bianco di Michel Faber, quello della prostituta dalla pelle squamosa: siccome anche io spesso ho le mani ruvidine, mi sono sempre identificata molto nella cara Sugar. Cof.

Per la preponderanza del personaggio femminile mi ha riportato invece ad Ambra di Kathleen Winsor: librone magnifico, polpettone indimenticabile. Da wiki: “Quattordici stati americani (negli anni ’40) vietarono il libro perché pornografico. Il primo fu il Massachusetts, il cui Procuratore Generale, per giustificarne il divieto di diffusione, citò 70 riferimenti a rapporti sessuali, 39 gravidanze illegittime, 7 aborti, e 10 descrizioni di donne nude poste di fronte a uomini.” Bho, io tutta ‘sta ciccia per la verità non me la ricordo, ma dev’essere senz’altro una mancanza mia.

Per i colpi di scena e la chiusa invece, va verso La donna del tenete francese di John Fowles, il più cazzuto, sobrio ed ironico: forse il mio preferito tra questi.

Quattro romanzi facili per ragazze, che se volete restare inchiodate sul divano senza sentire i morsi della fame, e poi sotto le coperte fino al mattino cercando di capire come andrà a finire, ecco sono quelli giusti.

Tre su quattro son di ambientazione vittoriana e uno, Ambra, sempre ambientato in Inghilterra ma un paio di secoli prima, vorrà forse dire qualcosa?]

 

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8 risposte a romanzi ragazze facili quattro per

  1. miononnoincarriola ha detto:

    Il secondo è bellissimo, ci avevo fatto un post anche io
    http://miononnoincarriola.wordpress.com/2012/07/29/consigli-di-lettura/
    ❤ ❤ ❤

  2. Pendolante ha detto:

    Némirovsky anche per me. Ma a volte le sorprese arrivano inaspettate tra le pagine di un romanzetto. Ma poi, per quanto tempo lo ricordi?

    • clotilde troll ha detto:

      Io leggo molto e molto veloce e questo non aiuta la memoria di certo. Quello che rimane è un’impressione generale o, talvolta, una scena epica: il tizio che va a far la spesa nel posto costosissimo di Le correzioni e si infila il pesce nei pantaloni. Magistrale.

      • clotilde troll ha detto:

        Ogni tanto mi chiedo come farò quando avrò finito i libri di Irène, come da piccola mi chiedevo cosa avrei letto dopo La storia infinita. Meh.

      • asclepius68 ha detto:

        Di solito chi dice di leggere molto velocemente è solo convinto di leggere, anche perché può di conseguenza affrettarsi a chiosare di leggere molto, o viceversa, al di là del fatto che altrettanto spesso legge cose trascurabili. Insomma, diffido di chi si vanta di queste abilità –impossibile non considerarlo un vanto, o almeno una civetteria. Non sto dicendo che sia il tuo caso, ma in questo senso la selezione che proponi depone a tuo sfavore. Buon 2013.

  3. slow ha detto:

    Ma come, non hai gradito il mio pacato commento (che potrei anche non essere mai riuscito a inviare, peraltro)?

    • clotilde troll ha detto:

      Ah, ma eri tu quel cane (lupo) maledetto!!! (dal tono mi pareva strano fosse uno sconosciuto : ) ALLORA: 1-per la verità non mi vanto di leggere veloce, anzi al contrario, è senz’altro un demerito, non fosse altro che poi non mi ricordo un cazzo di quello che ho letto; 2-LA MIA SELEZIONE A ME PIAGE MOLTO ECCO. Buon anno anche a te ^___^

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